Progetti PNRR
Il Pnrr Salute, parte integrante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è un quadro strategico che mira a potenziare il settore sanitario italiano.

Il Pnrr Salute, parte integrante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è un quadro strategico che mira a potenziare il settore sanitario italiano.
Le sue misure si concentrano su diversi ambiti:
– Potenziamento del Sistema Sanitario: Attraverso investimenti in infrastrutture, personale e tecnologie per migliorare l’efficienza e l’accesso ai servizi sanitari;
– Digitalizzazione della Sanità: Promuovendo l’implementazione di soluzioni digitali per gestire dati sanitari, facilitare la telemedicina e ottimizzare la gestione delle risorse;
– Prevenzione e Controllo delle Malattie: Attraverso programmi di prevenzione, screening e controllo delle malattie, con un’attenzione particolare alle pandemie;
– Formazione e Risorse Umane: Investimenti nella formazione del personale sanitario, assunzioni e miglioramento delle condizioni di lavoro per aumentare la qualità e la quantità delle risorse umane nel settore;
– Ricerca e Innovazione: Supportando progetti di ricerca e innovazione per sviluppare nuove terapie, farmaci e tecnologie mediche;
– Resilienza Sanitaria: Implementando misure per rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario alle emergenze, migliorando la gestione delle crisi e la distribuzione delle risorse in situazioni straordinarie.
Il Pnrr Salute rappresenta un impegno a lungo termine per garantire un sistema sanitario moderno, efficiente e capace di fronteggiare sfide future, promuovendo la salute della popolazione italiana.
Per un approfondimento è possibile consultare i siti di:
ITALIA DOMANI
MINISTERO DELLA SALUTE – PNRR SALUTE
ATTUAZIONE MISURE PNRR
Consulta i progetti che vedono la partecipazione dell’Aou di Sassari
TELEMACO-S: TELEconsulto Monitoraggio e Assistenza Continua in Sardegna
Progetto “TELEMACO-S: TELEconsulto Monitoraggio e Assistenza Continua in Sardegna“
Referenti scientifici: Prof. Gavino Casu (Uniss) e Prof. Salvatore Masala (AOU Sassari)
Obiettivi del progetto
• Sperimentare percorsi di telemedicina con l’ausilio di tecnologiche specifiche
• Valutare l’efficacia di percorsi di telemedicina
• Valutare gli impatti organizzativi e amministrativi
Aree disciplinari coinvolte
Cardiovascolare
Dermatologia Oncologica
Neurologia
Diabetologia e Nutrizione
Pneumologia
Radiodiagnostica
Rete Patologie tempo-dipendenti
Igiene ed Epidemiologia
Chirurgia Maxillo Facciale
Mediazione legale
Finanziamento per AOU Sassari: € 6.000.000,00
Lo studio fa parte di un progetto più vasto dal titolo:
E.INS ECOSYSTEM OF INNOVATION FOR NEXT GENERATION SARDINIA
Spoke n. 1 – A new route to preventive medicine: genomics, digital innovation and telemedicine
Leader spoke: Università degli Studi di Sassari
Spoke Members:
– Università di Cagliari
– INPECO TPM S.R.L
– Consiglio Nazionale delle Ricerche
Sono stati sottoscritti due Accordi di Collaborazione ex art. 15 L. 241/90 tra l’Università degli Studi di Sassari e l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari per l’attuazione del programma della Milestone M5-1 dello spoke 01 “A new route to preventive medicine: genomics, digital innovation and telemedicine” nell’ambito del progetto “Eins – ecosystem of innovation for next generation Sardinia” – investimento 1.5 (creazione e rafforzamento di ecosistemi dell’innovazione, costruzioni di leader territoriali di R&S” – missione 4 istruzione e ricerca, componente 2 “dalla ricerca all’impresa”).
A new route to preventive medicine: genomics, digital innovation and telemedicine
Progetto: “A new route to preventive medicine: genomics, digital innovation and telemedicine”
Referente scientifico: Prof. Francesco Cucca
Riassunto del progetto
Il progetto si propone di sviluppare un programma di medicina genomica, coinvolgendo un ampio
campione di popolazione, che raccolga dati genetici e genomici e implementi tecnologie digitali,
automazione, tracciabilità, telemedicina e interoperabilità dei dati con due finalità:
1) favorire il trasferimento tecnologico dei risultati e promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci;
2) migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso la introduzione di moderni sistemi di screening
sanitario.
Fonti di finanziamento:
GENES FOR HEALTH: € 1.313.196,63
PNRR: € 2.000.000,00
TOTALE FONTI: € 3.313.196,63
Finanziamento per AOU Sassari: € 1.630.399,61
Lo studio fa parte di un progetto più vasto dal titolo:
E.INS ECOSYSTEM OF INNOVATION FOR NEXT GENERATION SARDINIA
Spoke n. 1 – A new route to preventive medicine: genomics, digital innovation and telemedicine
Leader spoke: Università degli Studi di Sassari
Spoke Members:
– Università di Cagliari
– INPECO TPM S.R.L
– Consiglio Nazionale delle Ricerche
Sono stati sottoscritti due Accordi di Collaborazione ex art. 15 L. 241/90 tra l’Università degli Studi di Sassari e l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari per l’attuazione del programma della Milestone M5-1 dello spoke 01 “A new route to preventive medicine: genomics, digital innovation and telemedicine” nell’ambito del progetto “Eins – ecosystem of innovation for next generation Sardinia” – investimento 1.5 (creazione e rafforzamento di ecosistemi dell’innovazione, costruzioni di leader territoriali di R&S” – missione 4 istruzione e ricerca, componente 2 “dalla ricerca all’impresa”).
Early diagnosis of high-grade serous epithelial ovarian cancer through the analysis of DNA derived from Pap Test smear
Codice progetto: PNRR-MCNT2-2023-12378364
CUP Master: C53C23001180005
CUP AOUSS: H83C23002060005
Titolo: Early diagnosis of high-grade serous epithelial ovarian cancer through the analysis
of DNA derived from Pap Test smear.
Unità Operative coinvolte
1 – IRCCS Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli
2 – Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” I.R.C.C.S. Bari
3 – Azienda Ospedaliera Universitaria Sassari – Prof. Marco Petrillo
4 – IRCCS Humanitas Research Hospital, Humanitas Campus
Riassunto del progetto:
Diagnosi precoce del carcinoma sieroso epiteliale ovarico di alto grado attraverso l’analisi del DNA derivato dal Pap Test.
Il carcinoma ovarico è la principale causa di morte tra i tumori ginecologici e attualmente non esiste un test di screening efficace per questa neoplasia. Il carcinoma sieroso intraepiteliale tubarico (STIC) è la lesione precursore del carcinoma sieroso di alto grado dell’ovaio (HGSOC). Dati preliminari indicano che le cellule tumorali dello STIC possono diffondersi nello spazio luminale e raggiungere la cervice, presentando le stesse alterazioni molecolari rilevabili nei tamponi cervicali prelevati anni prima della diagnosi.
Questo progetto, di natura sia prospettica che retrospettiva, prevede l’arruolamento di donne sane ad alto rischio, portatrici della mutazione BRCA, sottoposte a annessiectomia profilattica. L’obiettivo è confrontare le alterazioni molecolari nei campioni tubarici con il DNA estratto dai Pap test, al fine di validare un possibile test di screening in grado di ridurre la mortalità oncologica. Inoltre, verrà analizzato il ruolo del microambiente tumorale nella progressione dallo STIC all’HGSOC.
Scarica la tabella dei finanziamenti [file.pdf]
Unveiling the Genetic Landscape of Brugada Syndrome: Novel Biomarker Discovery for Precise Diagnosis
Codice progetto: PNRR-POC-2023-12378388
CUP Master: E53C24000840001
CUP AOUSS: H83C24000360001
Titolo: Unveiling the Genetic Landscape of Brugada Syndrome: Novel Biomarker Discovery for Precise Diagnosis
Unità Operative coinvolte
1 – Policlinico San Donato
2 – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari – Prof. Gavino Casu
3 – Consiglio Nazionale delle Ricerche
Riassunto del progetto:
Sindrome di Brugada: Innovazione nella Diagnosi e nelle Strategie Terapeutiche
La Sindrome di Brugada (BrS) è una patologia cardiaca genetica associata a un alto rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD). Nonostante i progressi nella comprensione della sua base genetica, vi è ancora una forte necessità di migliorare la precisione diagnostica e chiarire i meccanismi patologici coinvolti. Questo progetto mira a sfruttare le più recenti innovazioni in genetica, machine learning e ricerca traslazionale per perfezionare un biomarcatore brevettato e sviluppare un avanzato strumento diagnostico per la BrS.
L’analisi verrà condotta su un’ampia coorte di pazienti provenienti da diverse aree geografiche, con particolare attenzione alla Sardegna. L’obiettivo è identificare nuovi geni associati alla BrS, arricchendo il biomarcatore con elementi genetici innovativi. Attraverso il sequenziamento dell’esoma completo (WES), si punta a delineare il profilo genetico della patologia e individuare nuovi biomarcatori per affinare diagnosi, stratificazione del rischio e gestione clinica.
L’integrazione di tecniche di machine learning consentirà di sviluppare una firma genetica della malattia, migliorando l’accuratezza diagnostica e facilitando l’identificazione precoce dei soggetti a rischio. L’algoritmo risultante fornirà indicazioni utili per una stratificazione del rischio più precisa e per l’adozione di percorsi terapeutici personalizzati.
I dati ottenuti dal WES permetteranno inoltre di identificare nuovi meccanismi patologici alla base della BrS. Le mutazioni genetiche verranno analizzate in modelli in vitro per comprendere le alterazioni molecolari e cellulari coinvolte nella patogenesi della sindrome, con potenziali ricadute nello sviluppo di strategie terapeutiche mirate.
Infine, il progetto prevede la creazione di un registro retrospettivo dei pazienti, una piattaforma di dati clinici e genetici che consentirà di condurre studi di correlazione per comprendere l’evoluzione della malattia e la risposta ai trattamenti.
Attraverso un approccio multidisciplinare che unisce competenze cliniche, genetiche, computazionali e biologiche, questo progetto getta le basi per un innovativo strumento diagnostico, mirato a migliorare la gestione clinica della Sindrome di Brugada, ridurre l’incidenza della morte cardiaca improvvisa e sviluppare strategie terapeutiche personalizzate.
8.GenLaB_PRIVACY_Informativa_v.1.0_15.05.2024
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Per un approfondimento è possibile consultare i siti di:
MINISTERO DELLA SALUTE – PNRR SALUTE
Implementation of a national network to promote diagnosis, care, and research in autoimmune encephalitis and paraneoplastic neurological syndromes
Codice progetto: PNRR-MR1-2023-12377506
CUP Master: E17G24000210001
CUP AOUSS: H87G24000120001
Titolo: Implementation of a national network to promote diagnosis, care, and research in
autoimmune encephalitis and paraneoplastic neurological syndromes
Unità Operative coinvolte
1 – Fondazione Istituto Neurologico Casimiro Mondino
2 – Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS
3 – Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli
4 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Dott. Elia Sechi
Riassunto del progetto:
Implementazione di una rete nazionale per la diagnosi, la cura e la ricerca sull’encefalite autoimmune e le sindromi neurologiche paraneoplastiche
L’encefalite autoimmune (AE) e le sindromi neurologiche paraneoplastiche (PNS) sono malattie infiammatorie rare che possono essere erroneamente diagnosticate come disturbi neuropsichiatrici comuni, tra cui demenza, epilessia e disturbi del movimento. Il riconoscimento tempestivo, l’asportazione del tumore (se presente) e la terapia immunosoppressiva possono migliorare significativamente la prognosi.
L’identificazione degli anticorpi contro le proteine neurogliali (NGAbs) è fondamentale per una diagnosi precoce e una corretta gestione clinica. Tuttavia, la diagnosi di NGAbs è complessa e a rischio di risultati inaccurati a causa della scarsa performance dei test commerciali e della carenza di laboratori specializzati, soprattutto nel Sud Italia, con conseguenti ritardi diagnostici e impatti negativi sulla prognosi e sui costi sanitari.
In Italia, la ricerca su queste patologie è ostacolata dall’assenza di un registro nazionale e di una rete di laboratori specializzati. Per risolvere questa criticità, è stato creato il gruppo NINA (Italian Network for Autoimmune Neurology) e la piattaforma NINA-Flow, un sistema online per la diagnosi degli NGAbs.
Obiettivi del progetto
Il progetto mira a istituire una rete nazionale per la diagnosi e la ricerca su AE e PNS, composta da:
Registro clinico online per la raccolta dei dati dei pazienti.
Repository virtuale per campioni biologici e neuroimmagini.
Espansione della piattaforma NINA-Flow per test diagnostici avanzati, migliorando l’accuratezza e l’accessibilità degli esami NGAbs.
I centri coinvolti fungeranno da hub diagnostici, fornendo test avanzati non disponibili nei centri periferici (“spoke”).
Infine, verrà sviluppata una piattaforma di teleconsulto multidisciplinare per supportare la diagnosi e la gestione clinica, coinvolgendo esperti in neuroimmunologia, neuroradiologia e oncologia.
L’implementazione di questa rete migliorerà la gestione clinica, l’accuratezza diagnostica e fornirà dati utili per la ricerca e il sistema sanitario nazionale.
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Human endogenous retrovirus K and propagation of TDP-43 proteinopathy
Codice progetto: PNRR-MCNT1-2023-12376993
CUP Master – AOUSS: E83C24000880006
Titolo: Human endogenous retrovirus K and propagation of TDP-43 proteinopathy.
Unità Operative coinvolte
1 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Prof. Leonardo Sechi
2 – Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico
Riassunto del progetto:
Retrovirus endogeno umano K e propagazione della proteinopatia TDP-43
La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la demenza frontotemporale (FTD) sono malattie neurologiche debilitanti e letali, caratterizzate dall’accumulo di aggregati di TDP-43 nel sistema nervoso centrale. Si ritiene che la diffusione intercellulare della proteina TDP-43, con comportamento simile a un prione, possa spiegare la progressione della neurodegenerazione, ma a differenza delle malattie prioniche trasmissibili, SLA e FTD non sono infettive e l’iniezione di TDP-43 aggregata non è sufficiente a causare la malattia. Deve quindi esistere un fattore chiave ancora sconosciuto, necessario per sostenere la progressione della patologia.
Le nostre ricerche precedenti hanno dimostrato che l’espressione dei retrovirus endogeni umani (ERV) e la proteinopatia TDP-43 si potenziano reciprocamente. In particolare, il retrovirus endogeno umano HERV-K (HML-2) può modulare il sistema immunitario, inducendo l’espressione di mediatori pro-infiammatori come IL-6, IFN-gamma e TNF-alfa. Nei pazienti affetti da SLA, sono stati rilevati livelli elevati di anticorpi contro HERV-K e TDP-43, con una correlazione positiva che sembra rafforzarsi con l’avanzare della malattia. Inoltre, nei pazienti SLA si è osservata una maggiore espressione di HERV-K e la produzione di anticorpi specifici contro il suo epitopo di envelope, suggerendo un possibile ruolo protettivo nella progressione della malattia.
Uno studio condotto su Drosophila ha evidenziato che difetti cronici nella funzione di TBPH/TDP-43 attivano elementi retrotrasponibili (RTEs), causando danni al DNA e attivazione della risposta immunitaria innata infiammatoria. Inoltre, l’espressione degli ERV può indurre aggregazioni citoplasmatiche di TDP-43, mentre la trasmissione virale può scatenare una patologia prionica di TDP-43 nelle cellule riceventi che esprimono livelli fisiologici della proteina.
L’obiettivo di questo progetto è analizzare le relazioni molecolari e meccanicistiche tra questi eventi e il loro impatto sulla patogenesi della SLA, con importanti implicazioni cliniche. A tal fine, integreremo un approccio clinico, basato sull’analisi di campioni biologici di pazienti SLA, con una strategia molecolare che utilizza modelli avanzati in 3D del cervello umano e modelli di Drosophila con mutazioni di TDP-43. Il modello di Drosophila sarà impiegato per testare la fattibilità di nuove strategie terapeutiche.
Considerata la stretta correlazione tra TDP-43 e HERV-K, il nostro obiettivo è indagare i meccanismi alla base della loro interazione e la riattivazione di HERV-K nella SLA, con particolare attenzione al ruolo svolto dai microRNA. I risultati di questa ricerca contribuiranno a migliorare le procedure di screening per la SLA e a sviluppare nuovi approcci terapeutici personalizzati, basati sulle caratteristiche individuali di ciascun paziente.
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Artificial Intelligence-based Voice assessment of children and adults with acute and chronic respiratory conditions: diagnostic and prognostic role
Codice progetto: PNRR-POC-2023-12377472
CUP Master: C53C23001310007
CUP AOUSS: H83C23002050007
Titolo: Artificial Intelligence-based Voice assessment of children and adults with acute and chronic respiratory conditions: diagnostic and prognostic role
Unità Operative coinvolte
1 – IRCCS Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Prof. Montella
Riassunto del progetto:
Valutazione vocale basata sull’intelligenza artificiale per bambini e adulti con condizioni respiratorie acute e croniche: ruolo diagnostico e prognostico
Le condizioni respiratorie acute e croniche rappresentano una delle principali cause di morte e morbilità nei bambini e negli adulti a livello globale.
La diagnosi di bronchiolite e delle riacutizzazioni asmatiche si basa su parametri clinici spesso soggettivi, con un ruolo prognostico moderatamente accurato. I pazienti sottoposti a radioterapia del collo necessitano di valutazioni invasive della laringe. Un biomarcatore semplice come la voce potrebbe facilitare la gestione di queste condizioni. Studi recenti hanno dimostrato che la voce può essere utilizzata come un valido e semplice biomarcatore per diagnosticare e monitorare diverse condizioni, sia respiratorie che non respiratorie.
Condurremo uno studio prospettico finalizzato a raccogliere dati sulla voce e altri dati clinici in adulti e bambini affetti da comuni condizioni respiratorie acute e croniche che hanno un elevato impatto sui sistemi sanitari. I dati sulla voce saranno integrati con i risultati clinici attraverso l’uso di tecnologie di intelligenza artificiale, al fine di sviluppare sistemi di supporto decisionale (Decision Support Systems) per fornire le basi per un riconoscimento precoce, una diagnosi, un monitoraggio e una prognosi personalizzati e non invasivi per questi pazienti.
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Does prehabilitation be able to favorably impact on the pathway of head and neck cancer patients, candidate to surgery or chemoradiotherapy as primary treatment? A prospective clinical trial
Codice progetto: PNRR-TR1-2023-12377022
CUP Master: B13C24001080006
CUP AOUSS: H83C24000310006
Titolo: Does prehabilitation be able to favorably impact on the pathway of head and neck cancer patients, candidate to surgery or chemoradiotherapy as primary treatment? A prospective clinical trial
Unità Operative coinvolte
1 – Istituti Clinici Scientifici Maugeri Spa Società Benefit
2 – Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo
3 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Prof. Rizzo
4 – Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale”
Riassunto del progetto:
La preabilitazione può influenzare favorevolmente il percorso terapeutico dei pazienti con tumori testa-collo, candidati a chirurgia o chemioradioterapia come trattamento primario? Uno studio clinico prospettico
I tumori della testa e del collo (HNC) sono neoplasie rare, con circa 900.000 nuovi casi diagnosticati nel 2020 e un aumento dell’incidenza previsto del 46,8% entro il 2040. La diagnosi avviene generalmente in fase avanzata, con l’80% dei pazienti in stadio III o IV. Le principali cause degli HNC includono infezione da HPV, fumo e abuso di alcol. Purtroppo, nonostante i progressi nelle conoscenze, negli ultimi 20 anni non si sono registrati cambiamenti significativi nel trattamento dei pazienti. La chirurgia seguita da radioterapia (RT) +/- chemioterapia (CT) o chemioradioterapia concomitante (CRT) rimane lo standard terapeutico per i casi localmente avanzati.
Le tossicità acute e tardive correlate al trattamento rappresentano un grave problema, deteriorando la qualità della vita e il benessere dei pazienti guariti. La preabilitazione (P) è un intervento multimodale basato sui bisogni del paziente oncologico prima di un trattamento acuto, anche se recenti raccomandazioni dell’ASCO ne suggeriscono l’applicazione anche durante i trattamenti attivi. L’obiettivo della preabilitazione è migliorare la capacità funzionale, la forza fisica e la resilienza emotiva del paziente prima di affrontare un trattamento oncologico. La preabilitazione prevede tipicamente una combinazione di esercizio fisico, consulenza nutrizionale e supporto psicologico.
Inoltre, la preabilitazione sembra indurre una riduzione del tumore, potenzialmente agendo come “sensibilizzatore del trattamento”. Anche se i meccanismi dietro questo fenomeno non sono ancora completamente chiari, si ipotizza che l’esercizio fisico possa influenzare la vascolarizzazione tumorale (ad esempio, rimodellandola) e potenziare la risposta delle cellule immunitarie (come l’aumento delle cellule T della memoria in circolo dopo l’esercizio). Ci sono crescenti evidenze sull’efficacia della preabilitazione nei pazienti con tumore al seno, al polmone e al colon-retto, ma pochissimi dati sono disponibili per gli HNC. La maggior parte degli studi si limita a revisioni cliniche e mancano completamente dati prospettici.
Per quanto riguarda i tempi della preabilitazione negli HNC, si ritiene che sia fattibile prima dei trattamenti acuti, mentre è più critico applicarla durante i trattamenti oncologici attivi, specialmente considerando la durata prolungata della CRT e il carico di effetti collaterali acuti.
Con questa proposta intendiamo affrontare tre principali obiettivi:
Valutare prospetticamente la fattibilità della preabilitazione prima e durante il trattamento curativo per pazienti con HNC.
Indagare gli esiti di efficacia della preabilitazione.
Esplorare il rapporto costo-efficacia della preabilitazione.
Per rispondere a queste domande, è stato creato un consorzio multidisciplinare che include chirurghi otorinolaringoiatri, oncologi medici, radioterapisti, nutrizionisti clinici, psicologi, biologi e ingegneri biomedici. Si prevede di arruolare durante il periodo di studio 60 pazienti con HNC localmente avanzato, di cui 30 candidati a chirurgia più RT +/- CT e 30 a CRT.
La preabilitazione inizierà 4 settimane prima del trattamento radicale (chirurgia o CRT) e continuerà in parallelo fino a 2 settimane dopo la fine dell’intero programma terapeutico (CRT). Verranno utilizzati questionari specifici come strumenti di screening per valutare lo stato nutrizionale, psicologico, la performance fisica, i livelli individuali di attività fisica e la qualità di vita complessiva.
A tutti i pazienti arruolati saranno forniti dispositivi indossabili per monitorare l’aderenza al programma di preabilitazione. La raccolta di campioni biologici (sangue, feci, saliva, campioni tumorali) sarà effettuata per scopi di ricerca traslazionale (ad esempio, studio del microbioma, popolazioni di cellule immunitarie circolanti, ecc.).
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Matching primary tumor and blood gene expression analysis of HPV-negative squamous head and neck cancers (BIOMATCH - Head and Neck)
Codice progetto: PNRR-MCNT1-2023-12377359
CUP Master: B43C23001010001
CUP AOUSS: H83C23002030001
Titolo: Matching primary tumor and blood gene expression analysis of HPV-negative squamous head and neck cancers (BIOMATCH – Head and Neck)
Unità Operative coinvolte
1 – Fondazione Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori – Milano
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria Sassari – Prof. Bussu
Riassunto del progetto:
Analisi comparativa dell’espressione genica del tumore primario e del sangue nei carcinomi squamosi testa-collo HPV-negativi (BIOMATCH – Head and Neck)
I tumori della testa e del collo (HNC) rappresentano il settimo tipo di cancro più frequente al mondo e sono prevalentemente costituiti da carcinomi a cellule squamose (HNSCC) che possono originare da diversi sottositi, come cavità orale, orofaringe, ipofaringe e laringe.
Circa il 70% dei casi viene diagnosticato in uno stadio localmente avanzato, ma solo il 50% dei pazienti (pts) ottiene una sopravvivenza a lungo termine con chirurgia e/o chemioradioterapia concomitante a base di platino (cCTRT) con intento curativo. Attualmente, la scelta dei trattamenti si basa su due fattori macroscopici (stadio della malattia e sottosito del tumore primario) con un approccio “one-fits-all”, senza considerare l’eterogeneità molecolare dei sottotipi di HNSCC. I tumori orofaringei correlati all’infezione da papillomavirus umano (HPV) hanno una prognosi migliore rispetto a quelli HPV-negativi, ma l’impatto prognostico dell’infezione da HPV è irrilevante nei sottositi non orofaringei. Pertanto, la caratterizzazione molecolare degli HNSCC HPV-negativi nella pratica clinica rappresenta un bisogno ancora insoddisfatto.
In lavori precedentemente pubblicati, il nostro gruppo della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT – Milano, Italia) ha dimostrato che le firme di espressione genica (GE) differenziale su campioni di tumore solido consentono di stratificare gli HNSCC, indipendentemente dai sottositi, in 6 gruppi con valore predittivo e prognostico. Tuttavia, l’analisi della GE non è uno strumento facilmente applicabile nella pratica clinica. La nostra ipotesi centrale è che un modello di machine learning possa associare per ogni paziente la GE ottenuta dai campioni di tumore primario con la corrispondente GE rilevata nelle biopsie liquide al baseline (prima del trattamento) e con le immagini di patologia digitale del tumore corrispondente alla diagnosi, identificando le caratteristiche patologiche associate a ciascun cluster prognostico di HNSCC.
Presentiamo qui il progetto di ricerca BIOMATCH, che sarà coordinato da due centri oncologici accademici di riferimento nel Nord Italia (INT – affiliato all’Università di Milano) e nel Sud Italia (Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari, AOUSS) con esperienza nella ricerca clinica e traslazionale sui pazienti con HNSCC. Entrambe le istituzioni saranno attivamente coinvolte nella raccolta di dati e materiali (campioni, biopsie liquide, immagini di patologia digitale) provenienti da 15 centri italiani.
Nel complesso, saranno inclusi 300 pazienti e il progetto avrà una durata di 2 anni.
Con la diffusione capillare della patologia digitale nei prossimi anni, i risultati dello studio BIOMATCH aumenteranno l’accessibilità, da parte dei clinici, alle informazioni prognostiche correlate all’eterogeneità degli HNSCC e ne permetteranno l’applicazione anche nei trial clinici di oncologia di precisione.
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Disease biosignatures in ALS/FTD spectrum: new impactful biological perspectives beyond clinical approaches
Codice progetto: PNRR-MCNT2-2023-12377336
CUP Master: J43C23000830001
CUP AOUSS: H83C23002040001
Titolo: Disease biosignatures in ALS/FTD spectrum: new impactful biological perspectives beyond clinical approaches
Unità Operative coinvolte
1 – Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta
2 – Università degli Studi di Napoli “Federico II”
3 – Consorzio Interuniversitario Risonanze Magnetiche Metallo Proteine (CIRMMP)
4 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Dott.ssa Ruiu
Riassunto del progetto:
Biosignature di malattia nello spettro SLA/FTD: nuove prospettive biologiche di impatto oltre gli approcci clinici
La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la demenza frontotemporale (FTD) sono considerate due manifestazioni di un continuum patologico, condividendo caratteristiche cliniche, genetiche e patologiche comuni. Entrambe le malattie possono coesistere nello stesso paziente; tuttavia, i meccanismi sottostanti che scatenano la SLA, la FTD o il loro fenotipo misto non sono ancora completamente compresi.
Purtroppo, mancano biomarcatori affidabili per la diagnosi clinica di SLA/FTD. L’obiettivo di questo progetto è adottare un approccio multidisciplinare all’avanguardia per analizzare non solo campioni tradizionali di liquido cerebrospinale (CSF), ma anche altri tessuti facilmente accessibili come pelle, mucosa olfattiva (OM), siero e lacrime. L’intento è identificare nuovi biomarcatori in grado di riconoscere i fenotipi clinici di SLA/FTD, rafforzare la diagnosi clinica di specifici fenotipi (ad esempio SLA a esordio bulbare vs spinale), prevedere i pazienti a rischio di sviluppare un fenotipo misto (SLA+FTD o viceversa), valutare l’efficacia dei trattamenti terapeutici e svelare i meccanismi biologici specifici coinvolti nell’esordio e nella progressione di ciascuna malattia.
Il valore aggiunto del progetto risiede nell’esplorare la SLA/FTD da una prospettiva periferica, utilizzando tessuti che finora non sono stati ampiamente esaminati in questo campo di ricerca. Questi tessuti saranno sottoposti a analisi dirette per la scoperta di biomarcatori o trattati per effettuare studi cellulari e strutturali utili ad approfondire il processo neurodegenerativo SLA/FTD e individuare nuove molecole o meccanismi terapeuticamente sfruttabili.
Per raggiungere gli obiettivi, il primo anno del progetto sarà dedicato all’arruolamento dei pazienti. Verrà inoltre condotto uno studio retrospettivo utilizzando campioni già disponibili di CSF, siero, lacrime e OM raccolti da una coorte di pazienti ampiamente caratterizzata con SLA bulbare (bALS), SLA spinale (sALS), FTD e soggetti con altre condizioni neurologiche non neurodegenerative (NNC). Questi campioni saranno sottoposti alle seguenti analisi:
NGS
Simoa (per quantificare NfL, tau, tau fosforilato e proteine beta-amiloidi)
Microfluidica (per determinare i profili di miRNA e RNA non codificante lungo)
Bioplex (per valutare la via dell’immunità innata-adattativa)
Seed Amplification Assay (SAA) (per rilevare TDP-43 patologico periferico)
MiSeq Illumina (per analizzare la composizione del microbiota).
Per le analisi di microfluidica e Bioplex, lo studio retrospettivo servirà per la scoperta di biomarcatori, mentre per Simoa, SAA e MiSeq sarà utile per raccogliere dati preliminari essenziali e perfezionare le procedure analitiche. I ricercatori hanno già ottenuto dati promettenti, dimostrando che il profilo di miRNA nel siero e il contenuto di TDP-43 nell’OM (analizzato tramite SAA) possono distinguere tra bALS e sALS (vedi Fig.1). Questi risultati suggeriscono che il profiling molecolare e biologico è fattibile e potrebbe avere un impatto tangibile sulla diagnosi di SLA/FTD.
Nel secondo anno dello studio, i campioni raccolti ex novo saranno sottoposti alle stesse analisi descritte in precedenza, sia per validare i biomarcatori, sia per raccogliere tutti i dati necessari per determinare se e in che misura alcune alterazioni periferiche differiscano tra le patologie. Tutti i dati saranno elaborati dal gruppo del Centro di Scienza dei Dati (bioinformatici, statistici, matematici e neurobiologi esperti) per valutare se i risultati permettano l’identificazione di biosignature di malattia nello spettro SLA/FTD.
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Augmented-RObotic Gross Examination for solid tumoRs (A-ROGER)
Codice progetto: PNRR-POC-2023-12378333
CUP Master: I63C24000220006
CUP AOUSS: H83C24000350006
Titolo: Augmented-RObotic Gross Examination for solid tumoRs (A-ROGER)
Unità Operative coinvolte
1 – Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli”
2 – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari – Prof. Cossu
3 – Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi
4 – Scuola Superiore Sant’Anna (SSA)
Riassunto del progetto:
Esame Macroscopico Robotico-Aumentato per Tumori Solidi (A-ROGER)
Negli ultimi anni, la telemedicina ha trovato applicazione nella medicina generale, principalmente come possibilità di connettersi via video con il proprio medico per una consulenza. Tuttavia, questo approccio manca dell’interazione fisica solitamente necessaria per una diagnosi, e pochi tentativi sono stati fatti per ovviare all’assenza di feedback tattile durante la valutazione del paziente [1].
Analogamente, nel campo della chirurgia mini-invasiva (MIS) e della chirurgia robotica mini-invasiva, le tecnologie tattili sono state ampiamente utilizzate per rilevare differenze di rigidità nei siti palpati [2].
Sfortunatamente, lo stesso livello di avanzamento tecnologico manca nell’ambito della valutazione istologica, che rimane altamente automatizzata per quanto riguarda diagnosi e prognosi, ma non per la fase di esame macroscopico dei campioni chirurgici, ancora oggi eseguita manualmente. L’introduzione di tecnologie tattili e aptiche automatiche a supporto dei clinici durante questa fase permetterà di ridurre il carico di lavoro del patologo, oltre a favorire la nascita di nuove figure professionali, come gli assistenti patologici [3]. Queste figure sono già largamente utilizzate nella pratica medica internazionale, ma non ancora formalmente regolamentate nell’organizzazione del sistema sanitario italiano.
Il progetto A-ROGER mira a valutare se l’introduzione, nei laboratori di anatomia patologica, di una piattaforma robotica multisensoriale e di un’interfaccia uomo-macchina aptica possa mitigare tali limitazioni, promuovendo un avanzamento radicale nell’efficienza e nella qualità dei processi clinici. La piattaforma robotica è già oggetto del progetto ROGER (PNRR:M6/C2_CALL <2022>) e di altri progetti correlati. Il progetto ROGER si focalizza principalmente sulla valutazione della proprietà non distruttiva dell’“Apparato per analisi intraoperatoria ex vivo di campioni di tessuto biologico” brevettato, mentre l’obiettivo di A-ROGER è sfruttare il feedback tattile, introducendo la tecnologia brevettata “Trasduttore incapsulato per interfacce aptiche” nell’esame macroscopico di patologie tumorali umane e su modelli animali. Questa tecnologia è già stata testata preliminarmente su fantocci artificiali, con risultati che hanno mostrato un’accuratezza crescente nella rilevazione di inclusioni in funzione della rigidità [4].
Il sistema di telepalpazione proposto sfrutta le informazioni multisensoriali raccolte dalla piattaforma robotica per generare un feedback aptico, trasferendo tali informazioni al medico.
Uno studio multicentrico valuterà l’efficienza del sistema sviluppato nel fornire, attraverso la stimolazione tattile, informazioni sulla rigidità degli oggetti sia in modalità di telepalpazione attiva che passiva (obiettivi primari), e la capacità di creare un gemello digitale dei campioni e delle patologie indagate tramite tutti i sensori della piattaforma, comprese immagini macroscopiche, radiologiche e dati clinici (obiettivi secondari). Il progetto A-ROGER prevede uno studio ancillare su topi inoculati con cinque diversi tumori (melanoma, mammella, polmone, prostata e colon). L’interfaccia uomo-macchina aptica sarà testata su questi tumori murini e i dati saranno confrontati con quelli umani.
Il successo del progetto A-ROGER introdurrà nei laboratori di patologia uno strumento digitale, accessibile da remoto e su richiesta, per esami macroscopici, utilizzabile sia a fini assistenziali che didattici.
[1] Myers, Sci Rep. 2017 Oct 6;7(1):12750
[2] Pacchierotti, IEEE Trans. Biomed. Eng. 2016, 63, 278-287
[3] Bortesi, J Clin Pathol. 2021 Apr 23:jclinpath-2021-207430.
[4] D’Abbraccio, Sensors 19.3 (2019): 641
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A clinical and translational network to optimize organ donation and transplantation process to match the global need of patients with end-stage chronic disease on the transplant waiting list: early identification of the potential organ donor, organ protection and reconditioning to improve graft survival.
Codice progetto: PNRR-MCNT2-2023-12377548
CUP Master: H47G24000070006
CUP AOUSS: H87G24000100006
Titolo: A clinical and translational network to optimize organ donation and transplantation process to match the global need of patients with end-stage chronic disease on the transplant waiting list: early identification of the potential organ donor, organ protection and reconditioning to improve graft survival.
Unità operative coinvolte
1 – AOU Policlinico Gaetano Martino
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Prof. Terragni
3 – Università di Bologna
Riassunto del progetto:
Una rete clinica e traslazionale per ottimizzare il processo di donazione e trapianto di organi al fine di soddisfare il fabbisogno globale dei pazienti con malattie croniche terminali in lista d’attesa: identificazione precoce del potenziale donatore, protezione e rigenerazione degli organi per migliorare la sopravvivenza del trapianto.
Il trapianto è il miglior trattamento, e talvolta l’unico, salvavita per l’insufficienza d’organo allo stadio terminale. Secondo il Global Observatory on Organ Donation and Transplantation, nel 2021 sono stati eseguiti 144.302 trapianti di organi solidi in tutto il mondo. Tuttavia, si stima che ciò rappresenti meno del 10% del fabbisogno globale. In Italia, nel 2022 sono stati effettuati 3.887 trapianti di organi, ma oltre 8.000 pazienti sono ancora in lista d’attesa. Lunghi periodi di attesa per il trapianto possono portare a un deterioramento delle condizioni dei pazienti o al decesso prima del trapianto.
L’impatto economico e clinico delle malattie croniche terminali nei pazienti in lista d’attesa è significativo, il che suggerisce che interventi preventivi e strategie di trattamento per ottimizzare il processo di donazione e trapianto di organi siano urgentemente necessari. Questi interventi potrebbero migliorare la salute della popolazione e ridurre i costi sanitari.
Questa situazione richiede misure efficaci per garantire che tutti i potenziali donatori di organi siano identificati tempestivamente e che il maggior numero possibile di essi venga convertito in donatori effettivi, al fine di aumentare la sopravvivenza dei pazienti affetti da malattie croniche che necessitano di un trapianto.
L’identificazione precoce dei potenziali donatori di organi e l’ottimizzazione della protezione degli organi sono fondamentali per aumentare il numero di organi disponibili per il trapianto. Il riconoscimento precoce delle caratteristiche neuro-radiologiche indicative di una morte cerebrale imminente (brain death, BD) in pazienti ricoverati in terapia intensiva a seguito di gravi lesioni cerebrali acute potrebbe favorire l’identificazione precoce del potenziale donatore.
Gli effetti del test di apnea, richiesto come parte della diagnosi clinica di BD, sulle funzioni emodinamiche, respiratorie e metaboliche non sono mai stati completamente investigati. Questi effetti potrebbero influenzare la vitalità degli organi nel potenziale donatore, e il numero di test di apnea attualmente richiesti dalla legge italiana (due) per la determinazione della BD potrebbe essere ridotto.
Inoltre, la valutazione degli organi nei donatori in BD non è ancora una scienza precisa e necessita di criteri di vitalità oggettivi e affidabili, che si aggiungano ai parametri clinici e strumentali e alla valutazione soggettiva macroscopica eseguita dai chirurghi dei trapianti. Le tecniche di perfusione ex vivo degli organi offrono l’opportunità di valutare e rigenerare il graft prima del trapianto, consentendo di aumentare il numero di organi donati e migliorare la sopravvivenza del graft.
Per migliorare il processo di donazione e trapianto di organi, sono necessarie strategie alternative, e abbiamo costituito una rete nazionale di ricercatori per esaminare le seguenti ipotesi:
– L’applicazione di protocolli precoci di terapia intensiva nei pazienti con gravi lesioni cerebrali acute ottimizzerà l’omeostasi sistemica, promuovendo al contempo la neuroprotezione. In caso di evoluzione verso la BD, questo approccio potrebbe aumentare il numero di organi prelevati dal donatore in BD.
Durante la diagnosi clinica di BD, il test di apnea è richiesto dalla legge, e il suo effetto sui parametri sistemici (emodinamici, respiratori, metabolici) potrebbe influenzare la vitalità degli organi e deve essere approfondito.
– Le caratteristiche neuro-radiologiche possono prevedere precocemente l’evoluzione verso la BD, consentendo l’identificazione tempestiva dei potenziali donatori di organi nelle unità di terapia intensiva.
– Il monitoraggio del metabolismo degli organi mediante microdialisi può essere effettuato durante il processo di rigenerazione dei fegati e dei polmoni e potrebbe contribuire allo sviluppo di ulteriori criteri di vitalità per la valutazione degli organi prima del trapianto.
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Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Patologia Chirurgica
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2.
CUP Aou: H84E22001140006
Titolo: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Patologia Chirurgica
Unità Operative coinvolte
1 – S.C. Patologia Chirurgica
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Patologia Chirurgica
L’acquisizione di un ecotomografo Multidisciplinare Samsung RS85, apparecchiatura che presenta tutte le funzionalità ed i software necessari al complessivo inquadramento clinico di malati anche complessi, risponde all’esigenza di poter svolgere esami di ecografia diagnostica ed interventistica per tutti i pazienti, anche oncologici ed epatopatici.
Scarica la scheda Ecotomografo multidisciplinare c/o Patologia chirurgica
ecotomografo multidisciplinare co Patologia chirurgica
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Chirurgia Vascolare
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2.
CUP Aou: H84E22001170006
Titolo: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Chirurgia Vascolare
Unità Operative coinvolte
1 – S.C. Chirurgia vascolare ed endovascolare
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Chirurgia Vascolare
L’acquisizione di un ecotomografo Multidisciplinare Samsung RS85, apparecchiatura che presenta tutte le funzionalità ed i software necessari al complessivo inquadramento clinico di malati anche complessi, risponde all’esigenza di poter svolgere esami di ecografia diagnostica ed interventistica per tutti i pazienti, anche oncologici ed epatopatici.
Scarica la scheda Ecotomografo multidisciplinare c/o Chirurgia Vascolare
Ecotomografo multidisciplinare co Chirurgia Vascolare
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Clinica Chirurgica
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2
CUP Aou: H84E22001180006
Titolo: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Clinica Chirurgica
Unità Operative coinvolte
1 – S.C. Clinica Chirurgica
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Clinica Chirurgica
L’acquisizione di un ecotomografo Multidisciplinare Samsung RS85, apparecchiatura che presenta tutte le funzionalità ed i software necessari al complessivo inquadramento clinico di malati anche complessi, risponde all’esigenza di poter svolgere esami di ecografia diagnostica ed interventistica per tutti i pazienti, anche oncologici ed epatopatici.
Scarica la scheda Ecotomografo multidisciplinare c/o Clinica chirurgica
ecotomografo multidisciplinare co Clinica chirurgica
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Day Hospital Centralizzato
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2
CUP Aou: H84E22001160006
Titolo: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Day Hospital Centralizzato
Unità Operative coinvolte
1 – S.S.D. Day hospital area medica
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare presso Day Hospital Centralizzato
L’acquisizione di un ecotomografo Multidisciplinare Samsung RS85, apparecchiatura che presenta tutte le funzionalità ed i software necessari al complessivo inquadramento clinico di malati anche complessi, risponde all’esigenza di poter svolgere esami di ecografia diagnostica ed interventistica per tutti i pazienti, anche oncologici ed epatopatici.
Scarica la scheda Ecotomografo multidisciplinare c/o Day Hospital
Centralizzato
ecotomografo multidisciplinare co Day Hospital Centralizzato
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n. 1 Tomografo ad RM 1,5 Tesla Big Bore SS. Annunziata
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2.
CUP Aou: H84E22001140006
Titolo: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n. 1 Tomografo ad RM 1,5 Tesla Big Bore SS. Annunziata
Unità Operative coinvolte
1 – S.C. Diagnostica per immagini e di emergenza urgenza
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n. 1 Tomografo ad RM 1,5 Tesla Big Bore SS. Annunziata
L’acquisizione di tale apparecchiatura si è resa necessaria per l’esecuzione di indagini differenti dallo studio della sola colonna lombosacrale, limitatamente alla indicazione clinica di malattie degenerative del rachide. Tale esigenza si è resa indifferibile data la vetustà dell’apparecchiatura già presente.
La presenza di un’apparecchiatura di potenzialità diagnostiche adeguata allo stato dell’arte offre la garanzia della continuità assistenziale in un contesto clinico che non prevede interruzioni di attività, in particolare per esami complessi quali, oltre le indagini di neuroradiologia avanzata, lo studio del cuore, della pelvi maschile e femminile, del fegato dell’intestino, della mammella che vengono eseguiti da pochissimi centri in Sardegna.
Scarica la scheda Tomografo ad RM del SS. Annunziata
tomografo Risonanza magnetica SSA
An artificial intelligence approach for risk assessment and prevention of low back pain: towards precision spine care
Codice progetto: PNRR-MAD-2022-12376692
CUP master: F83C22002470001
CUP AOU Sassari: H83C22000940001
Titolo: An artificial intelligence approach for risk assessment and prevention of low back pain: towards precision spine care
Unità Operative coinvolte
1 – Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Prof. Doria
3 – Consiglio Nazionale delle Ricerche
4 – Università degli studi di Messina
Riassunto del progetto:
Un approccio basato sull’intelligenza artificiale per la valutazione del rischio e la prevenzione del mal di schiena lombare: verso una cura di precisione della colonna vertebrale
Il mal di schiena lombare (LBP) è un grave problema globale che colpisce oltre 500 milioni di persone, circa il 7,5% della popolazione mondiale. Fin dal primo studio sul Global Burden of Disability nel 1990, il LBP è stato considerato la principale causa di disabilità a livello globale.
Oggigiorno, la diagnosi e il trattamento del LBP richiedono e si basano su diversi dati, come immagini radiologiche, questionari di valutazione dei risultati riportati dai pazienti, biomarcatori, ecc. Pertanto, la decisione terapeutica finale è spesso guidata dall’elaborazione di una vasta mole di informazioni utilizzando un approccio algoritmico. Tuttavia, dato il contributo di molteplici fattori nella definizione del LBP, è urgentemente necessario un approccio personalizzato, multidimensionale e di medicina di precisione per migliorare la cura e gli esiti dei pazienti con LBP.
Nell’ultimo decennio, l’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA) è stato sempre più studiato nella ricerca medica. Ad oggi, metodi basati sull’IA sono stati proposti nel contesto della prevenzione e gestione del LBP su diversi tipi di dati. Sebbene i recenti progressi nell’applicazione dell’IA nel LBP siano degni di nota, esistono ancora alcune preoccupazioni. Questo progetto mira a sviluppare e dimostrare l’uso clinico di una nuova piattaforma interattiva basata sull’IA per la cura personalizzata del mal di schiena lombare (LBP), una sfida sociale che colpisce milioni di persone in Europa e nel mondo.
Gli obiettivi specifici sono: 1) Validare una piattaforma per il medico per stimare il rischio di insorgenza del LBP, prevedere gli esiti e promuovere la cura personalizzata del LBP basata sui fenotipi dei pazienti; 2) Sviluppare una piattaforma per i pazienti per la valutazione della progressione del LBP e l’effetto dei trattamenti; 3) Testare le piattaforme nel contesto clinico reale e confrontarle con le cure standard.
Il consorzio: 1) arruolerà pazienti affetti da LBP e raccoglierà dati riguardanti lo stile di vita, le caratteristiche occupazionali, ambientali, socio-economiche, comportamentali e cliniche del LBP, nonché da imaging, biomarcatori e biosensori; 2) combinerà diverse tecnologie di IA per analizzare i dati e riconoscere specifici fenotipi di LBP; 3) istituirà due piattaforme virtuali – una per il medico e una per il paziente – per fornire cure personalizzate, longitudinali e continue per il LBP; 4) validerà e testerà le piattaforme di IA nel contesto reale rispetto alle cure standard.
Il progetto mira a fornire un contributo significativo allo sviluppo di una cura del LBP basata su evidenze, multidimensionale e centrata sul paziente. Questo approccio potrebbe potenzialmente rivoluzionare il trattamento dei pazienti affetti da questa condizione e ridurre il carico socio-economico per la salute pubblica.
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PEARL- Prevention of post mEniscectomy osteoarthritis: from new Animal model to patient pRofiLing
Codice progetto: PNRR-MAD-2022-12375978
CUP Master:E23C22000770006
CUP Aou: H83C22000950006
Titolo: PEARL- Prevention of post mEniscectomy osteoarthritis: from new Animal model to patient pRofiLing
Unità operative coinvolte
1 – Istituto Clinico Humanitas
2 – Istituto Ortopedico Galeazzi
3 – Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari – Prof. Manunta
4 – Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Riassunto del progetto:
PEARL – Prevenzione dell’osteoartrite post-meniscectomia: dal nuovo modello animale al profilo del paziente
I menischi del ginocchio svolgono un ruolo cruciale nel sopportare il carico, nell’assorbire gli urti e nella trasformazione delle forze di compressione in carichi circonferenziali di trazione. Le lesioni meniscali rappresentano la lesione intra-articolare al ginocchio più frequente e il loro trattamento è uno dei procedimenti ortopedici più eseguiti al mondo.
Gli studi si sono concentrati su diversi tipi di lesioni meniscali, traumatiche da stress o degenerative, con queste ultime comprese in un capitolo più complesso. Infatti, simili ad altre strutture biologiche, i menischi possono essere colpiti dall’invecchiamento o da cambiamenti degenerativi, sebbene spesso sia difficile separare questi due processi.
Il ruolo della degenerazione meniscale nell’insorgenza e nella progressione dell’OA è ben stabilito e dimostrato da molti studi retrospettivi.
Finora, manca completamente la conoscenza sul perché alcuni pazienti sviluppano rapidamente OA post-meniscectomia e altri pazienti sono clinicamente asintomatici per molti anni. Studi preliminari hanno dimostrato che il morfotipo del ginocchio potrebbe essere molto importante per lo sviluppo e la progressione dell’OA post-meniscectomia. Tuttavia, molti altri parametri potrebbero contribuire, anche se non sono stati ancora studiati e identificati. Pertanto, con l’obiettivo di colmare questa lacuna di evidenza, il progetto si concentrerà sull’identificazione di parametri clinici, morfologici, radiologici e marcatori trascrittomici legati a diversi gradi di rischio di progressione dell’OA per prevedere il destino di questi pazienti dopo la meniscectomia.
Un altro problema irrisolto è la prevenzione e il trattamento non chirurgico delle lesioni meniscali degenerative. Un modello animale riproducibile del menisco degenerativo non è mai stato sviluppato. Pertanto, proponiamo di stabilire e convalidare un accurato e rappresentativo modello animale di grandi dimensioni di lesioni meniscali degenerative, come strumento per valutare nuove possibili soluzioni, tra cui procedure chirurgiche o trattamenti iniettivi, capaci di modificare e migliorare la storia naturale di un menisco degenerato. Queste soluzioni potrebbero poi essere trasferite a studi clinici umani, accelerando il percorso per l’identificazione di trattamenti alternativi per la degenerazione meniscale che non abbiano solo un obiettivo sintomatico, come nel caso della meniscectomia parziale artroscopica, ma anche un effetto modificante la malattia e una possibile capacità di ottenere la restitutio ad integrum del tessuto meniscale.
Gli obiettivi di questo progetto saranno:
Definire i parametri clinici, morfologici, radiologici e il profilo trascrittomico dei pazienti post-meniscectomia.
Si condurrà uno studio clinico multicentrico per trattare i pazienti con lesioni meniscali degenerative secondo lo stato dell’arte attuale. La coorte completamente caratterizzata di pazienti arruolati nello studio, per i quali saranno disponibili analisi cliniche, di imaging, valutazioni morfologiche e analisi trascrittomica ad alto rendimento, verrà utilizzata per generare un registro unico che permetterà di monitorare la possibile progressione dell’OA post-meniscectomia e di definire specifici marcatori pre-trattamento e fattori di rischio correlati a questo esito negativo.
Sviluppare il modello animale di menisco degenerativo. Si eseguiranno e compariranno quattro diverse procedure sull’articolazione femorotibiale di modelli ovini, utilizzando l’articolazione contralaterale come controllo. Lo scopo di queste procedure sarà quello di produrre modifiche strutturali e biologiche nel menisco ovino comparabili a quelle trovate in un tessuto meniscale umano degenerato e di identificare quella più rappresentativa e riproducibile.
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Relevance of comorbidities in PAH in the networking setting: a step forward for precision medicine
Codice progetto: PNRR-MR1-2022-12376879
CUP Master:E83C22006110001
CUP Aou: H83C22000930006
Titolo: Relevance of comorbidities in PAH in the networking setting: a step forward for precision medicine
Unità Operative coinvolte
1 – Policlinico Umberto I
2 – Università di Pisa
3 – Ospedale Universitaria Monaldi
4 – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari – Prof. Casu
Riassunto del progetto:
Rilevanza delle comorbilità nella Ipertensione Arteriosa Polmonare (PAH) nel contesto di rete: un passo avanti per la medicina di precisione
I registri della vita reale hanno riconosciuto che le comorbilità stanno aumentando progressivamente nell’ipertensione arteriosa polmonare (PAH).
L’effetto delle terapie mirate sulla PAH è eterogeneo, ma la rilevanza delle comorbilità sulla risposta al trattamento dei pazienti non è chiara.
Valuteremo una coorte retrospettiva e una coorte prospettica di pazienti con PAH idiopatica o associata alla sclerodermia per comprendere meglio la rilevanza delle comorbilità in termini di risposta al trattamento, utilizzando dati clinici ed emodinamici.
Inoltre, le cellule endoteliali (ECs) isolate dal sangue dell’arteria polmonare dei pazienti permetteranno di identificare i meccanismi attraverso i quali le ECs polmonari trasmettono segnali istruttivi e induttivi che portano alla risposta della PAH al trattamento in presenza di comorbilità.
Combinare i registri sanitari elettronici con dati generati da nuove tecnologie può aiutare a indirizzare risorse limitate verso pazienti più adatti a rispondere al trattamento, in conformità a un requisito chiave per la fornitura di cure nelle malattie rare.
(Commissione Europea, Direzione Generale per la Ricerca e l’Innovazione, Malattie rare: un importante bisogno medico non soddisfatto, Ufficio delle Pubblicazioni, 2017, https://data.europa.eu/doi/10.2777/749056).
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Brain connectivity and complexity parameters to monitor disease progression in dementia patients and antiinflammatory nanotherapeutics in a preclinical model of Alzheimer's disease
Codice progetto: PNRR-MAD-2022-12376667
CUP Master:E73C22000550006
CUP Aou: H83C22000720006
Titolo: Brain connectivity and complexity parameters to monitor disease progression in dementia patients and antiinflammatory nanotherapeutics in a preclinical model of Alzheimer’s disease.
Unità Operative coinvolte
1 – Casa di cura San Raffaele Pisana
2 – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari – Prof. Deriu
3 – IRCCS Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli
Riassunto del progetto:
Connettività cerebrale e parametri di complessità per monitorare la progressione della malattia nei pazienti affetti da demenza e nanoterapie anti-infiammatorie in un modello preclinico di malattia di Alzheimer
La malattia di Alzheimer (AD) è un disturbo multifattoriale in cui l’interazione non lineare tra fattori genetici, biologici e ambientali contribuisce alla variabilità clinica interindividuale. La mancanza di una cura efficace e i dati preclinici su modelli animali hanno chiarito che, una volta che la neurodegenerazione è troppo avanzata, i trattamenti hanno effetti limitati. I trattamenti precoci richiedono nuovi test affidabili per identificare le manifestazioni iniziali della malattia. Poiché una diagnosi precoce potrebbe aumentare l’efficacia delle terapie, il nostro studio si concentrerà sull’identificazione di biomarcatori precoci dell’AD.
Il deterioramento della connettività corticale funzionale può essere rilevato nelle fasi iniziali e prodromiche dell’AD attraverso valutazioni neurofisiologiche e misurazioni EEG. In questo studio, esamineremo reti complesse di connettività corticale, già deteriorate nelle prime fasi dell’AD, come marcatore affidabile della progressione cognitiva. Il nostro obiettivo è identificare indici neurofisiologici e fattori di stile di vita per caratterizzare l’AD precoce e l’indebolimento cognitivo lieve (MCI). Il MCI è caratterizzato da un deficit cognitivo misurabile, ma non da demenza manifesta. La metà dei pazienti con MCI progredisce o, più precisamente, si trova già in una forma prodromica di AD. I risultati attesi di questo progetto offriranno potenzialmente un nuovo test per discriminare con precisione i casi di MCI dovuto all’AD.
Questi pazienti sarebbero candidati ideali per interventi precoci. Contemporaneamente, lo studio dell’inizio e della progressione dell’AD in un modello murino consentirà di valutare l’effetto causale dell’infiammazione sul fenotipo della malattia e di sviluppare una nuova classe di nanoparticelle biomimetiche (le leukosome) in grado di mirare e superare la barriera emato-encefalica per risolvere l’infiammazione neurologica. Nell’AD, l’attivazione cronica delle microglie di tipo M1 induce il rilascio di citochine e chemochine pro-infiammatorie, che possono portare a ulteriore neurodegenerazione. L’inibizione dell’iperattivazione delle microglie e dell’infiammazione neurologica potrebbe rappresentare una strategia promettente per il trattamento dell’AD. Purtroppo, il mirare l’infiammazione cerebrale attraverso un approccio farmacologico sistemico non è clinicamente sostenibile, a causa della scarsa distribuzione attraverso la barriera emato-encefalica. Svilupperemo terapie mirate di nuova generazione basate sull’azione specifica di nanoparticelle anti-infiammatorie biomimetiche nel sito del danno cerebrale. Ipotizziamo che la neutralizzazione o la downregulation selettiva dei segnali patogeni e pro-infiammatori migliorerà significativamente l’esito terapeutico e inibirà o rallenterà la progressione dell’AD.
Il progetto sarà diviso nei seguenti tre obiettivi specifici:
– Obiettivo specifico 1: Caratterizzare soggetti con AD e MCI attraverso indagini cliniche, psico-cognitive, metaboliche, funzioni fisiche e diverse indagini neurofisiologiche, per identificare biomarcatori multidimensionali standardizzati dell’AD. Questi dati saranno confrontati tra i pazienti e un gruppo di soggetti sani appaiati per età, sesso ed istruzione.
– Obiettivo specifico 2: Caratterizzare i cambiamenti nella connettività cerebrale e complessità in un modello murino simile a quello dell’AD sporadico e correlare gli indici neurofisiologici agli elementi distintivi dell’AD e all’infiammazione neurologica.
– Obiettivo specifico 3: Valutare l’effetto delle nanoparticelle anti-infiammatorie biomimetiche nel mirare l’infiammazione neurologica nel modello murino di AD e migliorare il fenotipo dell’AD.
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Socio-Economic position and Multimorbidity in longitudinal studies: the mediation role of lifestyles, blood biomarkers and Microbiota (SEMM)
Codice progetto: PNRR-MAD-2022-12376416
CUP Master:J85E22000850006
CUP Aou: H85E22000590006
Titolo: Socio-Economic position and Multimorbidity in longitudinal studies: the mediation role of lifestyles, blood biomarkers and Microbiota (SEMM)
Unità Operative coinvolte
1 – Department of Epidemiology- Regional Health Service, ASL Roma 1
2 – University of Turin
3 – Azienda Ospedaliera di Sassari – Prof. Uzzau
Riassunto del progetto:
Posizione Socio-Economica e Multimorbilità in studi longitudinali: il ruolo mediatore di stili di vita, biomarcatori nel sangue e Microbiota (SEMM)
L’aspettativa di vita sta aumentando a livello globale, ma l’aspettativa di vita in salute non ha seguito lo stesso trend di crescita. Tale discrepanza è principalmente attribuibile all’aumentata prevalenza di condizioni croniche e multimorbilità che influisce drasticamente sulla qualità della vita degli anziani.
Recenti evidenze evidenziano disuguaglianze sociali nella salute, descrivendo un chiaro gradiente nell’associazione tra posizione socioeconomica (PSE) e malattie croniche, stato di salute generale e mortalità. Tuttavia, la relazione tra PSE e multimorbilità non è stata completamente caratterizzata. In particolare, pochi studi hanno indagato l’effetto della PSE sulla multimorbilità utilizzando diversi indicatori di PSE e ancor meno hanno esplorato il ruolo mediatore di stili di vita e biomarcatori -omici.
Recenti teorie sull’incorporazione sociale nel biologico suggeriscono che le disuguaglianze sociali nella salute iniziano nella prima infanzia; tuttavia, diventano evidenti in età avanzata quando compaiono la maggior parte delle malattie. L’uso di biomarcatori -omici negli studi epidemiologici è stato applicato con successo per la stratificazione di individui ad alto rischio anni prima dell’insorgenza del periodo critico. In questo contesto, la metilazione del DNA, il microbioma intestinale e il metaproteoma intestinale costituiscono candidati ottimali poiché i loro cambiamenti riflettono l’effetto dell’esposizione a lungo termine a fattori di rischio ambientali e dello stile di vita. Diverse misure di PSE sono state associate a cambiamenti nella metilazione del DNA e a biomarcatori epigenetici dell’invecchiamento biologico (orologi epigenetici) così come alla composizione del microbioma intestinale, che sono a loro volta associati alla morbilità.
Questo progetto mira a fornire una caratterizzazione completa dell’associazione tra PSE e multimorbilità, utilizzando diversi indicatori di PSE e biomarcatori -omici come mediatori. In particolare, indagheremo il ruolo di diversi indicatori individuali, basati sull’area geografica e variabili nel tempo di PSE nello sviluppo della multimorbilità. Inoltre, esamineremo il ruolo dell’esposizione occupazionale nella relazione tra PSE e multimorbilità e i fattori socioeconomici associati alla gravità della multimorbilità tramite analisi di sopravvivenza. Allo stesso tempo, indagheremo il ruolo di mediazione di fattori di stile di vita, orologi epigenetici e cambiamenti nel microbioma intestinale e nei profili metaproteomici per identificare meccanismi molecolari/biologici dietro il gradiente sociale nella multimorbilità e proporre biomarcatori per la stratificazione del rischio individuale.
Utilizzeremo i dati da: 1) lo Studio Longitudinale della Regione Lazio, che include tutti i 5,5 milioni di residenti seguiti dal censimento della popolazione del 2011 al 2022. Il follow-up avviene attraverso procedure di record-linkage con database amministrativi (Sistema Informativo Sanitario con registri di mortalità, dimissioni ospedaliere, prescrizioni farmaceutiche, registri di esenzioni dal pagamento delle condizioni croniche); e 2) la coorte EPIC-Torino, che include 10.604 partecipanti di età compresa tra 35 e 65 anni reclutati tra il 1993 e il 1998. I partecipanti allo studio hanno compilato questionari su misure antropometriche, dieta, stile di vita e anamnesi medica alla base e sono stati raccolti campioni di sangue e conservati in contenitori di azoto liquido.
Per il progetto, circa 500 soggetti EPIC saranno richiamati e invitati a fornire un campione di feci. EPIC-Torino ha più di 20 anni di follow-up per cancro, diabete, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, e mortalità. Inoltre, il dataset EPIC è molto ricco di biomarcatori disponibili, compresa la metilazione del DNA, biomarcatori del sangue dell’infiammazione e metabolomica.
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Definition of a personalized signature of chronic inflammation and early aging predictive of the development of comorbidities in infertile men
Codice progetto: PNRR-MAD-2022-12375994
CUP Master:C43C22001090007
CUP Aou: H83C22000770007
Titolo: Definition of a personalized signature of chronic inflammation and early aging predictive of the development of comorbidities in infertile men
Unità Operative coinvolte
1 – Ospedale San Raffaele – Milano
2 – Institute of Biomedical and Genetic Research
3 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Dott. Ginesu
4 – Università degli Studi di Messina
Riassunto del progetto:
Definizione di una firma personalizzata dell’infiammazione cronica e dell’invecchiamento precoce predittiva dello sviluppo di comorbilità negli uomini infertili
L’infertilità è una malattia di proporzioni quasi endemiche, che colpisce fino al 15% delle coppie in età riproduttiva. Nel complesso, almeno il 30% dei casi è causato da un fattore di infertilità maschile puro. Lo stato di salute generale negli uomini infertili sta attirando sempre più attenzione clinica negli ultimi decenni. Infatti, è stato dimostrato che gli uomini infertili presentano un rischio aumentato di morbilità e mortalità non oncologiche e oncologiche rispetto a quelli fertili di età comparabile. Nonostante gli studi epidemiologici emergenti e solidi, il terreno comune che favorisce lo stato di salute generale e l’infertilità maschile è ancora lontano dall’essere compreso. Nonostante le numerose ipotesi considerate per spiegare il potenziale legame tra lo stato di salute complessivo degli uomini e l’infertilità maschile, come ad esempio anomalie genetiche, endocrinologiche e metaboliche, la natura esatta di queste associazioni rimane poco chiara.
Recenti scoperte cliniche hanno mostrato prove dell’insorgenza di comorbilità legate all’età 10-15 anni prima negli uomini infertili rispetto a quelli fertili. Il profilo trascrittomico a livello di singola cellula dei testicoli degli uomini con aplasia idiopatica delle cellule germinali ha rivelato un testicolo immaturo con un ambiente somatico bloccato alla pubertà con immaturità delle cellule di Leydig associate a infiammazione cronica del tessuto, fibrosi e fenotipo di senescenza delle cellule somatiche, nonché marcatori di infiammazione cronica nel sangue. Evidenze convincenti indicano che difetti nei meccanismi regolatori del sistema immunitario e dello stato metabolico possono essere associati al rischio di sviluppare numerose malattie oncologiche e non oncologiche. Finora, sono disponibili dati limitati e affidabili sullo stato immunologico degli uomini infertili. I dati preliminari del gruppo coordinatore del progetto hanno rivelato un aumento delle cellule pro-infiammatorie e una riduzione delle cellule T nel sangue periferico degli uomini infertili. Inoltre, le poche cellule T osservate negli uomini infertili presentavano un fenotipo esausto.
Abbiamo proposto un approccio multidisciplinare innovativo per identificare legami causali tra l’infertilità come malattia e l’infiammazione cronica e le comorbilità. Inoltre, miriamo a identificare nuovi biomarcatori/strumenti prognostici per lo sviluppo di strategie preventive mirate per gravi comorbilità negli uomini infertili. Combineremo dati clinici approfonditi di una coorte unica e omogenea di uomini infertili e controlli con approcci trascrittomici all’avanguardia, un monitoraggio completo e una caratterizzazione funzionale delle cellule immunitarie adattative e innate e la firma endocrino-metabolomica degli uomini con infertilità primaria. Il successo della nostra strategia sarà fondamentale per definire nuove cause molecolari dell’infertilità maschile, insieme al meccanismo fisiopatologico alla base del maggior carico di condizioni comorbide.
I risultati forniranno informazioni sulle compartimentazioni cellulari e sullo stato senescente ed endocrino, principalmente negli uomini con infertilità idiopatica primaria, e nuove intuizioni sulla eziologia responsabile della precoce insorgenza di comorbilità negli uomini infertili. Questo rappresenterà una svolta nel campo dell’infertilità e un progresso significativo verso una migliore assistenza ai pazienti maschi e un invecchiamento sano nell’ambito della vita reale e preparerà il terreno per lo sviluppo di approcci clinici più mirati per prevenire comorbilità maligne e non maligne negli uomini infertili. Pertanto, i risultati del progetto di ricerca avranno un significativo impatto in termini di costo-efficienza sul sistema sanitario nazionale.
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RObot-Assisted Gross pathology Examination of solid tumoRs (ROGER)
Codice progetto:PNRR –POC-2022-12376137
CUP Master:D15E22000730003
CUP Aou:H85E22000550001
Titolo:RObot-Assisted Gross pathology Examination of solid tumoRs (ROGER)
Unità Operative coinvolte:
1 – Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari – Prof. Cossu
3 – Fondazione Policlinico Universitaria Gemelli
4 – Scuola Superiore Sant’Anna
Riassunto del progetto:
Piattaforma robotica assistita per le operazioni di analisi anatomopatologiche (ROGER)
L’impatto del carico di lavoro nei dipartimenti di anatomia patologica e la complessità delle procedure di laboratorio richieste negli ultimi anni hanno portato all’introduzione di nuovi ruoli professionali e tecnologie. Gli assistenti degli anatomopatologi (AAP) in pratica internazionale (come negli Stati Uniti e in Canada) supportano già efficientemente gli anatomopatologi nella fase di grossing, che è la valutazione qualitativa attraverso l’ispezione visiva e la palpazione manuale dei campioni chirurgici asportati.
Fino al 2020, i casi esaminati dagli AAP rappresentavano circa il 15% dei casi esaminati dagli anatomopatologi, consentendo gradualmente di dedicare gli sforzi dei medici specializzati a compiti di maggiore complessità. Nei casi internazionali segnalati, l’impiego degli AAP nella fase di grossing contribuisce a ridurre i costi e a migliorare l’efficienza dei tempi nel processo diagnostico, tuttavia non migliora la dipendenza dall’esperienza e dalla variabilità inter-esaminatori del risultato e comunque questo non fa ancora parte integrante delle normative italiane del sistema sanitario.
Il progetto ROGER mira a valutare se l’introduzione, nei laboratori di anatomia patologica, di una piattaforma robotica multisensoriale potrebbe attenuare queste limitazioni, promuovendo un avanzamento radicale nell’efficienza e nella qualità dei processi clinici. La piattaforma robotica, già testata preliminarmente su fantocci artificiali che imitano il tessuto umano e su fegato animale, integra informazioni tattili (associate alla rigidità), acustiche (associate alle misurazioni ad ultrasuoni) e visive (ricostruzione con una telecamera 3D) per individuare aree di interesse patologico nei campioni di tessuto asportati. Uno studio multicentrico valuterà l’impatto non distruttivo del robot sui tessuti e il recupero dei linfonodi o noduli (compresi gli alterazioni clinicamente non rilevabili, dimensioni <5 mm), il riconoscimento di lesioni nodulari sospette comparabile alle capacità umane (obiettivi primari) e il tempo complessivo impiegato nell’identificare le alterazioni sospette e la capacità di creare un database annotato ottenuto da tutti i sensori della piattaforma, comprese le immagini macroscopiche e radiologiche della storia clinica (obiettivi secondari).
Il successo del progetto ROGER standardizzerà la fase di grossing, introducendo nei laboratori di anatomia patologica uno strumento digitalizzato, riproducibile e su richiesta per esami macroscopici, da utilizzare sia a scopo di assistenza che didattico.
Inoltre, i risultati del progetto ROGER permetteranno agli anatomopatologi di costruire un database digitalizzato comune sulle proprietà dei tessuti attraverso sistemi intelligenti e stabilire un sistema di telemedicina che potrebbe consentire potenzialmente una guida remota da parte di anatomopatologi esperti non situati nella stessa struttura della piattaforma robotica e degli assistenti degli anatomopatologi che ne supportano l’operatività. L’eventuale introduzione di tale innovazione tecnologica nei dipartimenti di anatomia patologica delle strutture cliniche contribuirà quindi ad aumentare l’efficienza e l’efficacia del sistema sanitario, affrontando una fase del flusso di lavoro selezionata in base all’analisi dell’intero processo e contesto.
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Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Terapia Intensiva - Emergenza Urgenza
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2.
CUP Aou: H84E25000090001
Titolo: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Terapia Intensiva – Emergenza Urgenza
Unità Operative coinvolte
1 – SC Terapia Intensiva – Emergenza Urgenza
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Terapia Intensiva – Emergenza Urgenza
L’acquisizione di un ecotomografo Multidisciplinare Sonosite – Fujifilm ZX, apparecchiatura che presenta tutte le funzionalità ed i software necessari al complessivo inquadramento clinico di malati anche complessi, risponde all’esigenza di poter svolgere esami di ecografia diagnostica ed interventistica per tutti i pazienti, non essendo quello precedentemente in uso più idoneo dal punto di vista tecnologico
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Ecotomografo multidisciplinare di media fascia
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative-2
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2.
CUP Aou: H84E25000110001
Titolo: [u] Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative
Unità Operative coinvolte
1 – SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative
L’acquisizione di un ecotomografo Multidisciplinare Sonosite – Fujifilm ZX, apparecchiatura che presenta tutte le funzionalità ed i software necessari al complessivo inquadramento clinico di malati anche complessi, risponde all’esigenza di poter svolgere esami di ecografia diagnostica ed interventistica per tutti i pazienti, non essendo quello precedentemente in uso più idoneo dal punto di vista tecnologico
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Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative-1
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2.
CUP Aou: H84E25000100001
Titolo: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative
Unità Operative coinvolte
1 – SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative
L’acquisizione di un ecotomografo Multidisciplinare Sonosite – Fujifilm ZX, apparecchiatura che presenta tutte le funzionalità ed i software necessari al complessivo inquadramento clinico di malati anche complessi, risponde all’esigenza di poter svolgere esami di ecografia diagnostica ed interventistica per tutti i pazienti, non essendo quello precedentemente in uso più idoneo dal punto di vista tecnologico.
Scarica la scheda Ecotomografo multidisciplinare di media fascia presso la SC Anestesia, Medicina del Dolore e Cure Palliative
Ecotomografo multidisciplinare di media fascia
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di alta fascia presso SSD Day Hospital Area Medica
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2.
CUP Aou: H84E25000080001
Titolo: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di alta fascia presso SSD Day Hospital Area Medica
Unità Operative coinvolte
1 – SSD Day Hospital Area Medica
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n.1 ecotomografo multidisciplinare di alta fascia presso SSD Day Hospital Area Medica
L’acquisizione di un ecotomografo Multidisciplinare Samsung Medison R20, apparecchiatura che presenta tutte le funzionalità ed i software necessari al complessivo inquadramento clinico di malati anche complessi, risponde all’esigenza di poter svolgere esami di ecografia diagnostica ed interventistica mini invasiva per tutti i pazienti, non essendo quello precedentemente in uso più idoneo dal punto di vista tecnologico alle attuali esigenze clinico-assistenziali dell’Unità Operativa, che hanno reso necessaria l’acquisizione di un ecografo dotato di ecografia con mezzo di contrasto (CEUS), elastometria, sistema di fusion imaging con sistemi guida per ecografia interventistica.
Scarica la scheda Ecotomografo multidisciplinare di alta fascia presso SSD Day Hospital Area Medica
Ecotomografo multidisciplinare di alta fascia
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n. 1 Tomografo ad RM 1,5 Canon - Cliniche
Codice progetto: PNRR – M6.C2 – 1.1.2.
CUP Aou: H84E22001150006
Titolo:Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n. 1 Tomografo ad RM 1,5 Canon – Cliniche
Unità Operative coinvolte
1 – RM Cliniche
2 – Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Riassunto del progetto:
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi apparecchiature sanitarie): Fornitura di n. 1 Tomografo ad RM 1,5 Canon – Cliniche
L’acquisizione di tale apparecchiatura si è resa necessaria e inderogabile in quanto indispensabile per la garanzia del Livelli Essenziali di Assistenza e/o comunque necessaria per evitare l’interruzione di pubblico servizio o l’insorgere di situazioni di gravissimo pregiudizio per il normale svolgimento delle attività aziendali.
La presenza di una apparecchiatura di potenzialità diagnostiche adeguata allo stato dell’arte offre la garanzia della continuità assistenziale in un contesto clinico che non prevede interruzioni di attività, in particolare per esami complessi quali, oltre le indagini di neuroradiologia avanzata, lo studio del cuore, della pelvi maschile e femminile, del fegato dell’intestino, della mammella che vengono eseguiti da pochissimi centri in Sardegna.
Scarica la scheda Tomografo ad RM 1,5 Canon – Cliniche
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