L’aferesi terapeutica nei nuovi approcci terapeutici disciplinari
Il 10 ottobre l’Aou di Sassari organizza una giornata scientifica dedicata alle nuove indicazioni dell’aferesi
La Struttura Complessa di Nefrologia garantisce il servizio di aferesi H24 per il Centro-Nord Sardegna.
Sassari, 8 ottobre 2026 – Una tecnica utilizzata da decenni, ma che continua a trovare nuove applicazioni nella medicina moderna, anche nel trattamento di patologie rare e di condizioni cliniche particolarmente gravi. È dedicato alle nuove frontiere il congresso “L’aferesi terapeutica nei nuovi approcci terapeutici interdisciplinari”, organizzato dall’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e in programma sabato 10 ottobre, dalle ore 9, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Sassari.
Responsabile scientifico dell’evento è Milco Ciccarese, direttore della Struttura complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianti dell’Aou di Sassari mentre la segreteria scientifica è affidata a Giacomina Loriga, responsabile della Struttura semplice Nefrologia Trapianti e Aferesi dell’Aou di Sassari.
Argomento della giornata sarà il trattamento aferetico, che consente di separare dal sangue e rimuovere selettivamente determinate sostanze coinvolte nei processi patologici. Una procedura consolidata, le cui indicazioni terapeutiche si sono progressivamente ampliate grazie all’evoluzione delle conoscenze scientifiche, delle tecnologie e delle terapie farmacologiche.
Il congresso nasce con l’obiettivo di superare una visione dell’aferesi come trattamento riservato a pochi ambiti specialistici o utilizzato soltanto come terapia di salvataggio nelle situazioni più critiche, mettendone invece in evidenza le possibilità di integrazione nei differenti percorsi di cura.
«L’aferesi è una terapia con una lunga storia, ma tutt’altro che superata – spiega Milco Ciccarese –. Al contrario, viene continuamente riscoperta alla luce delle nuove indicazioni e delle nuove esigenze che emergono nella pratica clinica. L’obiettivo del congresso è favorire il confronto tra specialisti di discipline differenti e comprendere quando questa procedura possa rappresentare una possibilità terapeutica efficace, da sola o in associazione alle nuove terapie farmacologiche».
Il carattere interdisciplinare rappresenta infatti uno degli elementi centrali dell’incontro. La prima sessione sarà dedicata alle aferesi delle lipoproteine, con particolare attenzione alle forme severe di ipercolesterolemia familiare, al rischio cardiovascolare e all’integrazione tra aferesi e nuovi farmaci.
Tra gli argomenti affrontati ci sarà anche l’impiego delle terapie farmacologiche più recenti nei pazienti con forme particolarmente severe di ipercolesterolemia. I nuovi trattamenti consentono di ridurre significativamente i livelli delle lipoproteine responsabili del rischio cardiovascolare, ma nei pazienti più complessi l’aferesi può continuare a essere necessaria per raggiungere gli obiettivi terapeutici. Proprio il rapporto tra innovazione farmacologica e trattamento aferetico sarà uno dei temi del confronto scientifico.
Una seconda sessione approfondirà il ruolo dell’aferesi nelle patologie del macro e microcircolo, nel trattamento delle vasculopatie periferiche e in alcune condizioni ischemiche, tra cui la sordità improvvisa. Ampio spazio sarà quindi riservato all’ematologia, con le microangiopatie trombotiche, le sindromi da iperviscosità e altre patologie nelle quali la tempestività del trattamento può risultare determinante.
Proprio per rispondere a queste emergenze, la SC di Nefrologia, Dialisi e Trapianti dell’AOU di Sassari garantisce la reperibilità per l’aferesi terapeutica 24 ore su 24 per il Centro-Nord Sardegna, assicurando la possibilità di effettuare il trattamento, quando clinicamente indicato, anche nelle situazioni di urgenza.
«Uno degli aspetti più importanti – aggiunge Ciccarese – è mettere in comunicazione discipline differenti. Ci sono situazioni nelle quali l’aferesi può offrire una possibilità terapeutica importante, ma per essere utilizzata nel momento appropriato è necessario che le diverse specialità ne conoscano indicazioni e potenzialità. Il confronto multidisciplinare è quindi fondamentale».
Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sulla neurologia, con approfondimenti sulla sclerosi multipla, sulle sindromi dello spettro NMOSD e MOGAD e sulla sindrome di Guillain-Barré. L’ultima parte della giornata sarà dedicata all’aferesi come rescue therapy e alla gestione extracorporea delle emergenze cliniche, con applicazioni nelle patologie renali, nelle epatopatie complicate, nella sindrome di Lyell e nella sepsi.
Parteciperanno specialisti dell’Aou e dell’Università di Sassari insieme a professionisti provenienti da altri centri della Sardegna e da strutture nazionali.
«L’approccio multidisciplinare è essenziale quando ci troviamo di fronte a patologie complesse che richiedono competenze e trattamenti altamente specialistici – afferma Lucia Anna Mameli, direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari –. Occasioni come questa consentono di mettere a confronto esperienze diverse e, soprattutto, di trasferire le nuove conoscenze nella pratica clinica, con l’obiettivo di offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più appropriati e integrati».
L’attività della Nefrologia dell’Aou di Sassari si inserisce in un quadro assistenziale più ampio, che comprende anche la presa in carico dei pazienti candidati al trapianto e il successivo follow-up.
I numeri
La struttura segue circa 250 pazienti già sottoposti a trapianto, attraverso un ambulatorio dedicato. Si tratta di persone trapiantate in Sardegna o in centri della Penisola che, una volta rientrate nel territorio, vengono prese in carico dall’équipe sassarese per i controlli e il monitoraggio nel tempo. L’attività riguarda pazienti sottoposti a differenti tipologie di trapianto, tra cui rene, pancreas, fegato, cuore e polmone.
La struttura del Santissima Annunziata accompagna inoltre il paziente nefropatico nella fase pre-trapianto, attraverso la valutazione, la preparazione e il percorso necessario per l’inserimento in lista, e ne assicura successivamente la continuità assistenziale nel post-trapianto.
Un’attività che assume particolare rilievo in una regione nella quale, secondo i dati richiamati da Ciccarese, sono circa 1.500 i pazienti sottoposti a dialisi, mentre sono circa un centinaio le persone in lista d’attesa per un trapianto di rene a livello regionale.
Accanto all’ambulatorio dedicato ai trapianti, la Nefrologia dell’Aou dispone inoltre di percorsi specialistici rivolti ai pazienti con malattia renale avanzata, patologie immunologiche e problematiche onco-nefrologiche, con l’obiettivo di garantire una presa in carico altamente specialistica nelle diverse fasi della malattia, come richiesto dalle Linee Guida per un Hub di II livello.


Ultima modifica
8 Ottobre, 2026