Legionella, l’Aou: «Nessun caso di infezione acquisita durante il ricovero»
Controlli intensificati durante la stagione più calda. La criticità in Oncoematologia individuata grazie alla sorveglianza aziendale: immediatamente attivate le misure precauzionali e completati gli interventi di sanificazione
Sassari, 14 settembre 2026 – Nessun caso di legionellosi acquisita durante il ricovero è stato finora rilevato negli ospedali dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari. I casi di legionellosi ricoverati in passato nelle strutture aziendali sono riferibili a infezioni insorte sul territorio e non correlate alla degenza ospedaliera.
È questo il primo elemento che l’Aou di Sassari intende chiarire in relazione alle notizie sulla presenza di Legionella rilevata nella rete idrica del reparto di Oncoematologia.
La presenza del batterio nell’acqua non equivale alla presenza della malattia. La Legionella è infatti un microrganismo diffuso negli ambienti acquatici naturali e artificiali e può essere presente anche nelle reti idriche cittadine e quindi anche nelle abitazioni. In determinate condizioni, tra cui temperature favorevoli alla sua proliferazione, ristagno e ridotta circolazione dell’acqua, la sua concentrazione può aumentare.
Proprio in considerazione delle elevate temperature del periodo estivo e del conseguente aumento del rischio di proliferazione del batterio, l’Aou ha intensificato in questa stagione le attività di monitoraggio della rete idrica dei propri ospedali, con particolare attenzione alle aree nelle quali vengono assistiti i pazienti più fragili.
L’Azienda, oltre ad avere affidato a una ditta specializzata le attività di controllo e disinfezione delle acque, effettua infatti attraverso i propri laboratori ulteriori verifiche periodiche sulle possibili contaminazioni microbiologiche dell’acqua e, più in generale, dell’ambiente ospedaliero. La sorveglianza è particolarmente attenta nelle aree a maggiore criticità, come le sale operatorie, le rianimazioni e i reparti che accolgono pazienti maggiormente vulnerabili, tra i quali l’Oncoematologia.
È proprio grazie a questa attività di sorveglianza rafforzata che è stato possibile individuare tempestivamente la criticità. In via precauzionale e prima ancora della conclusione di tutti gli accertamenti, l’Aou ha disposto la temporanea limitazione dell’utilizzo dell’acqua nei servizi interessati e ha immediatamente attivato il protocollo previsto per queste situazioni.
Sono stati quindi eseguiti gli interventi di sanificazione e messa in sicurezza della rete idrica, che hanno interessato gli impianti di trattamento e distribuzione dell’acqua e i servizi igienici. Sono stati effettuati, tra gli altri interventi, la pulizia e la sanificazione degli impianti interessati, il flussaggio dei singoli terminali e l’incremento della circolazione dell’acqua nelle reti sanitarie.
Il flussaggio, cioè lo scorrimento periodico dell’acqua soprattutto nei punti utilizzati meno frequentemente, è una delle misure utili a contrastare il ristagno. Si tratta di un accorgimento importante non soltanto nelle strutture sanitarie, ma più in generale nelle reti idriche cittadine e delle abitazioni, in particolare dopo periodi di inutilizzo.
Durante il periodo nel quale sono state applicate le misure precauzionali, l’Aou ha inoltre provveduto direttamente all’acquisto e alla messa a disposizione dell’acqua per i pazienti ricoverati nel reparto, così da garantire la continuità dell’assistenza nelle condizioni di massima sicurezza.
Gli interventi richiesti sono stati completati tempestivamente. Preso atto della comunicazione della ditta incaricata circa la loro completa esecuzione, la Direzione medica di presidio ha ritenuto possibile procedere alla riapertura dei servizi igienici interessati, mantenendo le ulteriori misure precauzionali previste dal protocollo sino alla definitiva verifica degli esiti degli interventi effettuati.
«Il ritrovamento del batterio nell’ambiente non equivale a un caso di legionellosi – sottolinea Paolo Castiglia, direttore medico di presidio dell’Aou e professore ordinario di Igiene generale e applicata all’Università di Sassari –. La Legionella può essere presente nelle reti idriche e proprio per questo effettuiamo una sorveglianza costante, ulteriormente intensificata durante il periodo caratterizzato dalle temperature più elevate. L’individuazione della criticità ha consentito all’Azienda di intervenire immediatamente e in via precauzionale, mettendo al primo posto la sicurezza dei pazienti, in particolare di quelli maggiormente fragili. Ad oggi non abbiamo rilevato casi di legionellosi acquisiti durante il ricovero nei nostri ospedali».
L’Aou ricorda che nelle proprie strutture vengono assistiti anche pazienti con legionellosi provenienti dal territorio, dove l’esposizione al batterio può avvenire in diversi contesti, comprese le reti idriche cittadine. Si tratta di situazioni che vanno quindi tenute distinte dalla presenza ambientale rilevata attraverso i programmi di sorveglianza ospedaliera.
L’Azienda continuerà a mantenere alta l’attenzione attraverso i controlli periodici, le verifiche microbiologiche e tutte le attività previste dai protocolli di prevenzione, con particolare riguardo alle strutture nelle quali vengono assistiti i pazienti più vulnerabili. La tempestiva individuazione di eventuali criticità e l’adozione delle conseguenti misure precauzionali rappresentano parte integrante dell’attività di prevenzione e sicurezza svolta quotidianamente dall’Aou.
Ultima modifica
14 Settembre, 2026