Soft skills e umanizzazione delle cure: all’Aou di Sassari un progetto pilota per Stroke Unit e Oncologia medica
Un percorso sperimentale di 12 mesi per valorizzare talenti, migliorare il lavoro di squadra e rafforzare la centralità del paziente
Sassari, 4 giugno 2026 – Superare la logica della valutazione come semplice adempimento burocratico e trasformarla in uno strumento di crescita, consapevolezza professionale e miglioramento dell’assistenza. È questo l’obiettivo del progetto sperimentale avviato dall’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari che coinvolgerà, per i prossimi 12 mesi, gli operatori della Stroke Unit e dell’Oncologia medica dell’ospedale.
L’iniziativa punta a introdurre un nuovo modello di sviluppo organizzativo centrato sulla valorizzazione delle persone, sulle soft skills e sull’umanizzazione delle cure, attraverso strumenti innovativi di valutazione (assessment), autovalutazione e feedback a 360 gradi.
«La medicina moderna – ha dichiarato Alberto Mura, direttore amministrativo dell’Aou di Sassari – è diventata sempre più tecnica e specialistica. Per questo oggi è necessario riportare ancora di più al centro la persona e valorizzare quelle competenze relazionali che incidono direttamente sulla qualità percepita dell’assistenza».
Ad aprire l’incontro di presentazione, che si è svolta nei giorni scorsi, è stata Luisa Baule, responsabile amministrativa del progetto e funzionaria della Struttura complessa Controllo di gestione dell’Aou di Sassari, che ha spiegato come il progetto nasca dalla volontà di avviare un cambiamento culturale all’interno dell’organizzazione sanitaria.
«L’obiettivo è superare una visione meccanica della valutazione della performance. Non vogliamo che resti soltanto il rispetto di una direttiva o un procedimento formale svolto una volta all’anno, ma che diventi un processo migliorativo, utile a comunicare, confrontarsi e crescere insieme. La valutazione deve essere uno strumento capace di accompagnare il cambiamento organizzativo e valorizzare le persone e deve diventare un processo continuo di riflessione collettiva, di confronto e di crescita, solo in questo modo smette di essere un archivio di giudizi e si trasforma in una mappa per orientare il cambiamento», ha spiegato Baule.
L’Aou di Sassari è tra le prime realtà sanitarie in Italia ad avviare un percorso strutturato di questo tipo all’interno di reparti ospedalieri. Il progetto, infatti, è stato avviato anche al Policlinico Gemelli, in particolare nell’ambito della cardiochirurgia.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come il tradizionale sistema di valutazione rischi spesso di essere percepito come eccessivamente soggettivo e poco utile alla crescita professionale. Da qui la scelta di lavorare su nuovi strumenti capaci di favorire feedback continui, comunicazione interna, autovalutazione e maggiore consapevolezza individuale e di gruppo.
La seconda parte dell’incontro è stata affidata a Gianni Cicogna, presidente della società incaricata di seguire il progetto, che ha illustrato il valore innovativo del percorso e il suo impatto sul benessere organizzativo e sulla qualità dell’assistenza.
«Non stiamo parlando di giudicare le persone – ha spiegato Cicogna – ma di aiutarle a conoscersi meglio. Tutti siamo portatori di talenti e di caratteristiche distintive. L’obiettivo è valorizzare queste competenze, metterle al servizio dei colleghi e dei pazienti e migliorare il lavoro di squadra».
Il Progetto si concentra sulla mappatura e la valorizzazione delle cosiddette soft skills, ovvero le competenze trasversali che riguardano il modo in cui una persona si relaziona, comunica e affronta il lavoro quotidiano. Non si tratta quindi delle competenze tecniche o cliniche, ma di capacità personali e relazionali che incidono in maniera diretta sulla qualità dell’assistenza e sul funzionamento delle équipe sanitarie. Tra queste rientrano, ad esempio, la capacità di ascolto, l’empatia, la gestione dello stress, la comunicazione efficace, il lavoro di squadra, il problem solving, la leadership, la capacità organizzativa e l’orientamento alla persona. Competenze sempre più considerate fondamentali in ambito sanitario, soprattutto nei contesti ad alta intensità assistenziale e relazionale.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al tema dell’umanizzazione delle cure. Stroke Unit e Oncologia medica rappresentano infatti contesti assistenziali ad alta complessità clinica ed emotiva, nei quali la relazione con il paziente e con i familiari assume un ruolo fondamentale. Erano presenti, oltre al personale sanitario, anche Alessandra Sanna direttrice della Stroke Unit e Alessio Cogoni, direttore della struttura complessa Oncologia medica dell’ospedale Santissima Annunziata.
L’esperienza potrà successivamente rappresentare una buona pratica da estendere anche ad altre strutture dell’Aou di Sassari e ad altre realtà ospedaliere italiane.
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4 Giugno, 2026